Bosteels: birra da sette generazioni

Bosteels: birra da sette generazioni

Nell’ampio panorama della produzione birraria del Belgio, la Bosteels si distingue non solo per la sua lunga storia ma anche per la sua produzione mirata su poche ma grandi birre.

La storia della Bosteels inizia a Buggenhout, un piccolo comune a metà strada fra Bruxelles e Anversa, quando Jean Baptiste Bosteels, nel 1791, ben 39 anni prima della nascita dello Stato del Belgio, acquista una fattoria dove un figlio, Everest, inizia a brassare birre per passione.

Sarà però il fratello, Jean Francoise, il primo a svolgere l’attività vera e propria di birraio con l’apertura di un birrificio.

Nel corso degli anni la famiglia Bosteels porta avanti l’attività brassicola con successo, abita un una elegante villa adiacente al birrificio e svolge un ruolo importante nella vita sociale ed economica di Buggenhout.

Nell’ambito delle varie generazioni, saranno ben 3 i membri della famiglia a ricoprire la carica di sindaco di Buggenhout e nonostante le due Guerre Mondiali e la chiusura di molti dei birrifici belgi, avvenuta nel corso degli anni, la Bosteels è arrivata ai giorni nostri.

Antoine Bosteels, settima generazione della famiglia, è oggi alla guida del birrificio

La produzione brassicola della Bosteels, come anticipato nella presentazione iniziale, è concentrata su poche birre ma di grande personalità e di grande successo.

Kwak, la birra del cocchiere.

Risale alla fine degli anni ‘70 la nascita di un prodotto iconico e inconfondibile, anche grazie all’originalità del suo bicchiere.

La Kwak nasce ispirandosi a Pawel Kwak, titolare di una locanda e birraio al tempo di Napoleone, che usava offrire ai conducenti delle carrozze che stazionavano al suo locale, il bicchiere della staffa.

Data l’impossibilità di ripartire tenendo il bicchiere in mano durante il viaggio, né tantomeno di poterlo appoggiare a cassetta sulla carrozza, Pawel Kwak utilizzò un bicchiere a forma di ampolla e un lungo collo svasato che veniva inserito in un apposito sostegno fissato a lato del cocchiere.

Questo permetteva ai postiglioni di accompagnare il loro viaggio, almeno in parte, con la compagnia della birra preferita, senza perderne una goccia.

Negli anni ‘70, Ivo Bosteels, padre dell’attuale Antoine, riscoprì questa interessante storia sulla birra e i cocchieri, riproducendo il bicchiere e l’apposita staffa e iniziò la produzione della Kwak, una birra ambrata, di corpo medio, prodotta in alta fermentazione e con una gradazione elevata di 8° alc. vol.

Una Belgian Ale che rispecchia in pieno le caratteristiche della birra belga tradizionale.

La Kwak, grazie anche alla sua originale e esclusiva presentazione che le dà una grande riconoscibilità, ebbe un immediato e crescente successo che perdura ai nostri giorni.

Tripel Karmeliet: una belga di carattere.

Alla fine degli anni ‘90, Ivo Bosteels aggiunse alla sua produzione un’altra specialità, la Tripel Karmeliet:

La ricetta di questa birra, prevede tre differenti cereali: orzo, frumento e avena e si racconta che fu ritrovata nel Monastero Carmelitano di Dendermonde e che risalga al 1679.

Queste caratteristiche storiche e di produzione, la collocano nel filone delle Birre d’Abbazia, che non è uno stile, ma una categoria tradizionale molto famosa fra le specialità birrarie del Belgio.

La Tripel Karmeliet ha un colore biondo carico, viene brassata in alta fermentazione, è ricca di aromi e ha una gradazione di ben 8,4°alc. vol.

La definizione di Tripel, non significa, come molti credono, tre fermentazioni, ma è l’aggettivo che viene dato, in alcuni casi, alle birre belghe di alta gradazione alcolica.

La Tripel Karmeliet viene imbottigliata senza essere filtrata e subisce la seconda rifermentazione in bottiglia.

Per degustarla è consigliabile berla in un bicchiere balloon, che permette alla birra di sprigionare i suoi complessi aromi e profumi.

Anche la Tripel Karmeliet è una birra che ha incontrato un grande successo, non solo in Belgio ma anche in molti paesi dove viene esportata.

DeuS, la Brut delle Fiandre o Birra di Champagne.

I successi delle specialità birrarie della Bosteels proseguono con la DeuS, una intrigante simbiosi fra il metodo di produzione della birra e quello dei vini spumanti, un’altra creatura di Ivo Bosteels.

La DeuS nasce da una fase primaria tipicamente brassicola, seguita da una seconda fase e da un finale che ripercorre il percorso vinicolo del Metodo Champenoise.

Questa birra è il risultato di un lungo processo che prevede una prima fermentazione, che avviene grazie a 2 tipi di lievito che vengono lasciati agire per oltre un mese, nelle cantine del birrificio.

Per le fasi successive, ovvero la seconda fermentazione e la maturazione, la DeuS viene trasportata in Francia, nella zona di Epernay, in Champagne, dove viene imbottigliata e messa in cantina ad affinarsi per 9 mesi.

La fase finale prevede l’espulsione del lievito che si è depositato nel collo della bottiglia.

Questa procedura prevede il congelamento del collo della bottiglia in modo il lievito che si deposita viene a sua volta congelato e quindi espulso dalla pressione dell’anidride carbonica che si forma all’interno della bottiglia.

Effettuata questa operazione la bottiglia viene tappata, lasciata a riposare per alcuni giorni e quindi la DeuS è pronta per la gioia degli estimatori.

Per questo procedimento produttivo la DeuS viene definita “Brut delle Fiandre” o “Birra di Champagne”.

La DeuS si presenta con un colore oro chiaro brillante, una schiuma bianca effervescente che tende a scomparire dopo pochi istanti lasciando posto a un aroma unico, molto delicato al palato.

Malgrado il grado alcolico di 11,5° in vol. la DeuS sorprende per la sua freschezza e bevibilità e ha un corpo medio-leggero.

Deve essere bevuta in un bicchiere flûte che concentra i profumi fruttati e caratterizzati da note di lievito a una temperatura consigliata di 2°c.

La DeuS offre un gusto leggermente speziato, con aromi fruttati e floreali.

La Montecristo, un tesoro tutto da scoprire

La Montecristo é l’ultima nata in casa Bosteels.

Dopo 5 anni di lavoro, per mettere a punto la ricetta, è stata presentata la Montecristo, “Sherry Wood Cuvée”, una birra forte di 11,5° alc. vol. di colore rubino scuro, prodotta con 4 tipi di malto caramellato e tostato, che gli conferiscono un carattere ricco e complesso.

La Montecristo, il cui nome si rifà al famoso romanzo di fine ‘800, il Conte di Montecristo di Alexandre Dumas, viene prodotta con un processo che prevede una fase di 11 settimane di affinamento all’interno di botti in rovere che hanno contenuto dello sherry.

Questo metodo produttivo permette alla Montecristo di esprimere aromi complessi, che derivano dal mix del caramello e cioccolato legato ai malti e al gusto vaniglia conferito dal legno delle botti oltre che al gusto vinoso dello sherry che vi era contenuto.

La schiuma della Montecristo si presenta fine, di color nocciola chiaro.

Come Edmond Dantes, che nell’Isola di Montecristo, scoprì un misterioso tesoro, la Bosteels ci propone la Montecristo, un gioiello birrario tutto da scoprire.

Le specialità della Bosteels sono presenti nel nostro paese da molti anni e sono molto conosciute dagli appassionati.

Le distribuisce Brewrise e si possono trovare nei Beer Shop e nei Pub in tutta Italia.

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