Franco Re: Preside, Scrittore e Amico della Birra

Franco Re: Preside, Scrittore e Amico della Birra

Franco Re, giornalista, scrittore e fondatore dell’Università della Birra di Azzate, ha iniziato la sua appassionante carriera birraria collaborando con la rivista Il Mondo della Birra.

Era il 1984 quando entrò nella mia redazione prima come redattore e subito dopo come vice direttore.

La sua enciclopedica cultura, la grande volontà e la velocità di apprendere, unita all’innata curiosità e voglia di approfondimento, gli permisero d’inserirsi nel settore della birra e in poco tempo di diventarne un esperto.

Definire Franco Re semplicemente come giornalista e collaboratore della rivista è tuttavia riduttivo: ecco perché desidero raccontarvi qualche ricordo dell’ amico, che ci ha lasciati nel luglio del 2012, e che tuttora è ricordato con grande stima da coloro che lavorano nel settore birrario.

Franco Re è stato colonna portante della cultura birraria in Italia, ai tempi in cui la birra era considerata poco più di un soft drink, contribuendo in modo determinante alla crescita del settore.

Franco Re: Scrittore e Giornalista

Franco Re ha scritto alcuni libri: “Amica Birra”, “Birra. Oltre alla schiuma c’è di più” ed ha collaborato con Ernst Knam per il libro di ricette “A tutta birra”.

Insieme a Franco Re ho incontrato i più importanti manager birrari italiani e stranieri e, proprio grazie alle sue qualità culturali e umane, ogni volta nascevano rapporti di stima e d’amicizia.

Franco parlava fluentemente 4 lingue, oltre a cavarsela bene con il fiammingo che fu molto utile nei nostri frequenti viaggi in Belgio.

Questa padronanza nel parlare varie lingue gli permetteva di entrare immediatamente nelle simpatie anche dell’interlocutore più scettico.

In quegli anni l’Italia era considerato un paese privo di cultura birraria e, spesso, i nostri interlocutori restavano sorpresi nell’incontrare due giornalisti di una rivista italiana dedicata interamente alla birra.

Prima degli anni ‘80 l’unico giornalista scrittore di birra conosciuto nel mondo birrario era l’inglese Michael Jackson, grazie al suo volume The World Beer Guide e alla serie televisiva The Beer Hunter.

Ogni volta che io e Franco andavamo visitare un birrificio la prima persona che incontravamo era il mastro birraio, che ci spiegava come veniva prodotta la loro birra usando una terminologia molto tecnica.

Passato questo primo “esame“, che superavamo spesso alla grande, si stabiliva un buon rapporto con i vari manager dell’azienda, cosa che per noi era determinante per il futuro della rivista.

Franco Re l’Oratore: Parlare di Birra nel Paese del Vino

Negli anni ‘80 la presenza di birre d’importazione era in forte crescita e l’Italia era considerata come uno dei pochi paesi europei in cui i consumi avevano un buon potenziale di crescita.

Una volta che in nostri interlocutori si convincevano che di birra ne sapevamo, il dialogo diventava più facile e qui Franco Re giocava le sue carte migliori portando il discorso sulla cultura e sulle tradizioni del luogo dove aveva sede la birreria, sulla gastronomia locale, dimostrando di conoscere la materia.

In redazione, a proposito della sua vasta cultura ci scherzavamo spesso affermando “Franco sa tutto e quando non sa se lo inventa“.

Oltre che punto di forza nella rivista, di cui è stato per anni il vice direttore, Franco Re, è stato fra i fondatori dell’Accademia della Birra di cui era parte del consiglio direttivo e fra i promotori dei Corsi di Formazione per Degustatori di Birra.

I Primi Corsi sulla Degustazione della Birra

I corsi di degustazione organizzati erano i primi in assoluto rivolti al consumatore finale, promossi dalla rivista, con il contributo dei Mastri Birrai delle maggiori aziende birrarie e del centro Studi Assaggiatori.

Da quegli incontri è nata la prima scheda ufficiale di degustazione della birra.

Nel decennio seguente, più precisamente nel ’96, avvenne l’episodio che determinò l’uscita di Franco da Il Mondo della Birra per una nuova e affascinante avventura: la fondazione dell’Università della Birra ad Azzate, nei pressi di Varese.

Ancora oggi mi capita di incontrare qualche persona del settore che a questo proposito commenta la partecipazione di Heineken Italia nel progetto come se Franco Re si fosse “ venduto all’industria” e vorrei cogliere l’occasione di questo ricordo dedicato a Franco per riassumere com’è nata l’Università della Birra.

Agli inizi degli anni ‘90, in Italia, stava esplodendo il fenomeno dei pub e delle birrerie.

Con il crescente successo della birra, aprivano numerosi locali specializzati e c’era una forte esigenza di formazione.

La nostra idea iniziale era di raccogliere informazioni utili e pubblicarle sulla rivista, ma presto ci rendemmo conto che la formazione teorica doveva essere accompagnata da quella pratica.

Grazie al nostro amico Alvin Baker, export manager di un grande gruppo birrario inglese, la Ind Coope, Franco Re fu invitato a visitare la loro scuola aziendale per il loro dipendenti che lavoravano nei pub.

In quegli anni i birrifici inglesi erano anche proprietari di catene di pub e la Ind Coope ne poteva contare qualche migliaio: logico quindi che fossero organizzati per formare il personale per i loro locali.

Come è nata l’Università della Birra?

Al ritorno da questa visita, durata un paio di settimane, Franco scrisse una serie di articoli su quanto aveva appreso durante i corsi: da questa esperienza nacque l’idea di creare l’Università della Birra.

Il progetto iniziale era quello di fare una scuola per i futuri publican, indipendente e aperta a tutti.

Presentammo il progetto a tutte le aziende birrarie con le quali eravamo in contatto dalle quali ricevemmo grandi complimenti per l’idea, ma nessuna adesione.

Poi Franco ebbe l’occasione di incontrare due giovani e brillanti manager: Michele Camastra, Trade Marketing Manager e Massimo Von Wunster, Responsabile della Divisione Specialità di Heineken Italia, che sposarono senza esitazioni il progetto.

L’accordo fu concluso in tempi brevi: Heineken Italia avrebbe iscritto ai corsi un certo numero di suoi clienti e collaboratori ogni anno e l’Università della Birra sarebbe stata libera di aprire i corsi anche ad altri allievi.

Era chiaro che la presenza di un colosso come Heineken avrebbe comportato certe limitazioni, ma senza questo intervento l’Università della Birra non sarebbe mai nata.

Dopo la scomparsa del suo rettore, l’Università della Birra è stata chiusa, ma i suoi collaboratori più stretti aprirono un locale a Calcinate del Pesce: Unibirra in cui tuttora organizzano corsi birrari.

La ragione sociale “Università della Birra“, dopo alcuni anni, è stata acquisita da Heineken Italia e attualmente ha una nuova sede a Milano.

Franco Re: Il Preside Amico

Molti dei gestori di pub più noti e di successo sono passati dalle aule di Franco Re.

Nonostante il suo impegno come Rettore dell’Università della Birra, ogni tanto riusciva comunque a scrivere qualche articolo per la rivista.

Un mese prima della sua improvvisa scomparsa, ci eravamo incontrati per avviare una nuova rubrica nella quale Franco, con il suo stile e la sua sensibilità, avrebbe presentato ogni mese alcune birre.

Avevo già pronta la prima puntata dal titolo: Birre da… Re.

Il titolo era una mia idea:volevo fare un omaggio a Franco.

Franco Re non ha mai fatto pesare a nessuno la sua cultura, le sue conoscenze e tutto il bagaglio di esperienza che lo accompagnavano.

Un grande pregio che gli si doveva riconoscere era di non essere integralista, ma aperto alla birra a tutto tondo.

Di ogni birra, di ogni birrificio, piccolo o grande, sapeva cogliere le peculiarità.

Il suo interesse, la disponibilità, la sua attenzione erano totali nel visitare sia una grande birreria sia un piccolo microbirrificio.

Nel suo genere era un vero artista, di una genialità incredibile e come tutti gli artisti era molto sensibile ai riconoscimenti.

Riconoscimenti che continuo a raccogliere da quanti lo hanno conosciuto e, ancora oggi, dopo anni dalla sua scomparsa lo ricordano.

Per loro e per chi non ha avuto modo di conoscerlo, ho voluto dedicare questo breve ritratto di Franco Re: un personaggio sempre disposto a condividere la sua passione per la birra con i suoi allievi non dalla cattedra ma stando in mezzo a loro, con un boccale in mano.

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