Gambrinus: Il leggendario Re che aggiunse il Luppolo alla Birra

Gambrinus: Il leggendario Re che aggiunse il Luppolo alla Birra

“Una birra forte, un tabacco profumato e una donna. Questo è piacere.”
Goethe

L’iconografia di Gambrinus è molto simile a quella del dio Dioniso.

Egli è sempre rappresentato come un uomo corpulento, godereccio, cinto da una pesante corona e, invece di uno scettro, stringe un boccale di birra nella mano, invitando l’osservatore a brindare con lui.

Ma chi era davvero Gambrinus?

Gambrinus è una figura mitologica che appartiene al Nord Europa, un po’ come le saghe arturiane fanno parte della Gran Bretagna.

Le leggende su questo personaggio sono tantissime.

Molte vogliono dargli un collocamento storico, identificandolo nelle figure di nobili eroi fiamminghi.

Alcuni credono che fu Giovanni il Senza Paura, Duca di Borgogna.

Altri invece lo identificano in Giovanni I di Brabante.

Di origine meno nobile, invece, era il coppiere di Carlo Magno noto come Gambrinus, probabilmente più che un nome proprio era una storpiatura dal latino “cambarus” ossia addetto alle cantine, una sorta di mastro birraio.

In alcune favole dedicate a Gambrinus appare come adepto al culto della dea egizia Iside che lo premia insegnandogli tutti i segreti per ottenere la miglior birra.

Ad ogni modo tutte le leggende hanno la caratteristica comune di decretare Gambrinus come fautore dell’aggiunta di luppolo alla ricetta per la produzione della birra.

Gambrinus incontra il Diavolo

Nell’epica tedesca, Gambrinus, appare grazie al poeta Burkart Waldis, un ex monaco francescano che si convertì alla dottrina protestante seguendo le lezioni di Martin Lutero a Wittenberg.

L’opera di maggior successo di Waldis fu “Esopus“, un poema di fiabe satiriche, liberamente ispirate a quelle scritte da Esopo, con la finalità di bacchettare la Chiesa cattolica.

Gambrinus è protagonista di un amore impossibile: lui povero birraio di umili origini si innamora di una bellissima giovane di ceto elevato che va in sposa a un altro uomo, nobile e molto più ricco.

Il povero birraio, pesando di non poter più vivere senza la sua amata, tenta di uccidersi, ma ecco che il diavolo arriva a proporgli un patto: se diverrà suo servo lui gli farà dimenticare la donna nel suo cuore e lo renderà anche ricco.

Gambrinus, non avendo più nulla da perdere, accetta e il demonio, ispirandogli nuove ricette per ottenere una birra sempre più buona, lo fa diventare un uomo ricchissimo.

Concentrandosi così tanto sul lavoro egli si dimentica l’amata, ma essere al servizio del diavolo non gli è congeniale e qui tutta la sua arguzia si esprime attirando il re degli inferi in un tranello: una notte i due si incontrano nella birreria di Gambrinus ed egli invita Satana a brindare con la sua eccezionale birra.

Diversi barili vengono aperti ma, mentre l’uomo ha un’elevata resistenza all’alcol, il diavolo finisce ubriaco perso dimenticandosi del patto fatto tempo prima e scioglie così Gambrinus da ogni debito.

Finalmente libero il birraio viene eletto Re della Birra.

Gambrinus il Gran Maestro

Lasciando la Germania e trasferendoci nelle Fiandre troviamo altre storie sul nostro eroe addirittura paragonato ad un fantomatico Santo.

Nel tardo Medioevo nacquero le corporazioni delle arti e dei mestieri, tra cui quella dei birrai.

Una leggenda fiamminga narra che, ad un certo punto, la congregazione si ritrovò priva del gran maestro rischiando così la cancellazione, ma chi poteva avere tutte le doti per essere eletto?

Occorreva possedere una grande forza, una certa sagacia e buona prestanza fisica.

Si decise quindi di indire una sorta di torneo ed il vincitore sarebbe stato eletto gran maestro.

La gara consisteva nel sollevare una grande e pesantissima botte piena di birra, trasportandola per un certo numero di metri.

Gli uomini più forti della corporazione si cimentarono uno dopo l’altro nella prova, ma tutti fallirono miseramente.

Le speranze si stavano, ormai, affievolendo e la possibilità di tornare ad essere solo operai, senza una qualifica, con la cancellazione della Gilda, diventava sempre più reale.

Ma ecco arrivare, a bordo di un carro, un giovane birraio: bello, aitante, con una folta capigliatura rossa e una lunga barba del medesimo colore: il suo nome era Gambrinus.

L’uomo si avvicinò alla grossa botte, girò attorno ad essa, ne saggiò il peso e poi, tra lo stupore dei presenti, l’aprì e cominciò a tracannarne il contenuto.

Una volta che la botte fu vuota, Gambrinus non fece nessuna fatica ad alzarla e a portarla al traguardo, nel gaudio della folla che, prontamente, lo dichiarò gran maestro della congregazione.

Quindi chi è Gambrinus?

Sapere quale sia la vera storia di Gambrinus poco ci importa.

Questo eroe ci piace in tutte le sue versioni, ci piace incontrare le statue a lui dedicate nei paesi birrari, ma soprattutto adoriamo degustare la sua bevanda e ringraziarlo per questo fantastico dono.

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