La birra inizia la sua storia in un campo!: “Grain to Glass” valorizza le origini agricole.

La birra inizia la sua storia in un campo!: “Grain to Glass” valorizza le origini agricole.

Nel cuore dell’Europa, tra i campi di orzo e i luppoleti, si nasconde una delle filiere più antiche e preziose del continente: quella della birra. Un settore che a livello europeo vale miliardi di euro e che chiede di essere riconosciuto come pilastro del sistema agroalimentare europeo.

Dietro ogni boccale si celano tonnellate di orzo e luppolo coltivati nelle pianure europee, proveniente da: Germania, Repubblica Ceca, Polonia e Slovenia. Anche in Italia abbiamo delle produzioni di qualità di orzo e luppolo.

Un ecosistema, quello europeo, che coinvolge decine di migliaia di aziende agricole e diecimila birrifici sparsi per tutta Europa (sono oltre 1.000 i birrifici in Italia).

I birrifici non sono semplici acquirenti di luppolo e orzo, ma partner a lungo termine di una filiera. Una partnership che si traduce in collaborazioni con gli agricoltori per sviluppare pratiche sostenibili.

Milioni di posti di lavoro

Il percorso “dal chicco al bicchiere” non si ferma al birrificio, ma si estende attraverso una lunga catena logistica sostenendo milioni di posti di lavoro, spesso in aree bisognose di sviluppo economico.

I numeri parlano chiaro: il settore genera miliardi di euro di valore aggiunto per l’economia UE ogni anno, produce significative entrate fiscali (40 miliardi di euro in accise) e alimenta un’esportazione che porta le tradizioni e l’innovazione europea nel mondo.

Nonostante questi dati il settore birrario fatica ancora a ottenere il riconoscimento che merita nelle politiche comunitarie.

Una situazione che stride con la realtà di un comparto che rappresenta un perfetto esempio di approccio integrato, dove agricoltura, manifattura, sostenibilità, cultura e comunità si intersecano in modo virtuoso.

Innovazione e sostenibilità

Il mondo della birra sta dimostrando di essere all’avanguardia nell’innovazione sostenibile: dall’agricoltura di precisione per l’orzo da malto alle nuove varietà di luppolo, dalle innovazioni sui lieviti al riutilizzo dell’acqua e all’efficienza energetica. Iniziative che perseguono contemporaneamente obiettivi ambientali e crescita economica.

Uno scorcio della malteria Saplo di Pomezia, di proprietà di Birra Peroni, un luogo dove l’orzo viene trasformato in malto e la birra “prende corpo”. Dalla sua fondazione, nel 1938, la missione della Saplo è chiara: orzo e malto italiano di qualità.

Qualche segnale positivo arriva dal Parlamento Europeo.

Il “Gruppo Europeo della Birra”, conosciuto come European Parliament Beer Club ha lanciato l’iniziativa “Grain to Glass” per valorizzare le origini agricole della birra.

La Birra in Europa è sostenuta dal Gruppo Europeo della Birra

Il settore birrario chiede di essere riconosciuto non solo come manifatturiero, ma come motore dell’agroalimentare. La birra non è solo un simbolo di convivialità, ma il prodotto di cooperazione e impegno dal chicco al bicchiere”. È tempo che le politiche europee prendano atto di questa realtà.

Un riconoscimento potrebbe trasformare non solo il futuro del settore birrario, ma l’intero approccio europeo alle filiere agroalimentari integrate.

Fondato nel 1995, l’European Beer Group (EBG), precedentemente noto come European Parliament Beer Club, è un network paneuropeo che funge da forum per la discussione e lo scambio d’informazioni su questioni che riguardano la produzione di birra e la filiera della birra in tutta l’UnioneEuropea.

Pubblicato da Dammiunabirra.it

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