Lager: la birra che birra non è…

Lager: la birra che birra non è…

Quando si parla di Lager, in realtà, non si deve pensare a uno stile birrario vero e proprio, bensì a un metodo di produzione.

Il termine Lager è riferito a tutte le birre che vengono prodotte con il metodo a bassa fermentazione e che subiscono il processo di “lagerizzazione”, una lunga maturazione in grandi serbatoi o tank mantenuti a una temperatura vicina a 0°C.

I serbatoi sono situati all’interno di depositi o di cantine, Keller, da ciò deriva il termine Kellerbier.

Le prime birre a bassa fermentazione furono prodotte in Baviera all’inizio del XVI secolo.

Fino a quel momento l’unico metodo conosciuto per produrre la birra era quello ad alta fermentazione, poiché il lievito non lavorava a una temperatura troppo bassa.

La Bassa Fermentazione nasce in Baviera con le Lager

I monaci bavaresi che producevano birra all’interno dei loro conventi situati nel sud della Germania usavano immagazzinare nelle cantine, al fresco, la birra prodotta in modo da poterla conservare più a lungo.

Con loro sorpresa scoprirono che il lievito da loro usato continuava la sua opera durante la maturazione nonostante la bassa temperatura delle cantine.

Questa birra, che solo molti anni dopo fu studiata in modo scientifico, era di gusto più gradevole e quindi i monaci continuarono a produrla, con quello che poi sarebbe stato definito metodo a bassa fermentazione.

Il lievito utilizzato dai monaci proveniva dalla Patagonia, ma è ancora ignoto quando e come fosse giunto nelle cantine dei frati.

La provenienza venne scoperta molti anni dopo quando si cominciarono a conoscere le varie tipologie di lievito e le loro caratteristiche.

Alla fine del 1800 due scienziati, prima Louis Pasteur e poi Emil Christian Hansen, riuscirono a comprendere il lievito e i suoi effetti nella produzione della birra.

Ma prima ancora che il lievito venisse esaminato dai microscopi degli scienziati. ci fu un grande industriale della birra, Anton Dreher, che decise nel 1841 di cominciare a produrre birra utilizzando il metodo usato dai frati monacensi.

lager
Anton Dreher

La prima birra Lager prodotta, ispirandosi al metodo usato dai monaci bavaresi, nacque in Austria, a Vienna.

Era una birra ambrata con riflessi rossastri, più delicata nel gusto, meno corposa e di minore gradazione, rispetto a quella prodotta dai monaci.

Dreher la chiamò Vienna, in onore della città dove era stata prodotta.

La nuova birra ebbe un tale successo che Anton Dreher decise di riconvertire tutte le sue fabbriche, che erano attrezzate per l’alta fermentazione, per per produrre solo birre a bassa fermentazione, le Lager.

In seguito molti altri birrifici seguirono l’esempio.

Nacque così lo stile Vienna, prima birra Lager, con il quale si identificarono, in seguito tutte le birre a bassa fermentazione, di colore ambrato.

Nel 1842, un anno dopo l’innovazione apportata dalla Vienna, un altro stile birrario sempre prodotto col metodo Lager avrebbe cambiato la storia: le Pils.

Arriva la Pils e cambia la Tradizione Birraria

Anche la Pils trae le sue radici dallo stile utilizzato dai monaci in Baviera.

La Boemia, allora sotto l’Impero Austro Ungarico, aveva una buona tradizione birraria e un gruppo di birrai di quella regione, nel 1839, decisero di iniziare a produrre birre con lo stesso metodo usato dai monaci bavaresi.

Dopo vari tentativi non riusciti, decisero di riunirsi in cooperativa e di assoldare un Mastro Birraio bavarese, che avesse esperienza di birre a bassa fermentazione.

Trovarono un giovane, figlio d’arte, al quale affidarono la produzione.

La birra prodotta dal bavarese con il nuovo metodo, probabilmente a causa della insufficiente torrefazione del malto, si presentò chiara, di un colore oro paglierino, di gusto delicato e con un amaro ben percettibile.

La Pils, divenne uno stile birrario, molto apprezzata e segnò una svolta importante nei consumi.

Attualmente le Lager rappresentano il 90% delle birre bevute nel mondo e a questo metodo di produzione fanno capo diversi stili birrari:

Una prima suddivisione delle Lager che non si connotano in uno stile preciso è di carattere commerciale e può variare da un’ azienda birraria a un’altra.

Possiamo trovare ad esempio:

  • Lager Standard: dal colore oro, gusto delicato, corpo medio ed amaro appena percettibile, vanno dai 4° ai 5°; spesso sono prodotte con una percentuale di riso che le rende più facili da bere, tuttavia sono poco caratterizzate.
  • Lager Premium: dal colore oro chiaro brillante, gusto leggermente più amaro, corpo medio e poco più alcoliche, vanno dai 4.5° ai 6.5°. Spesso prodotte solo con malto d’orzo, sono più caratterizzate rispetto alle standard.

Poi ci sono delle tipologie e degli stili birrari veri e propri, che rientrano nella categoria Lager:

  • Munchener: un tempo prodotte ad alta fermentazione, sono poi passate al metodo Lager. Con il nome Munchener, oggi, si intende più che uno stile, una provenienza geografica: sono le birre di Monaco di Baviera prodotte dai famosi sei birrifici della città: Augustiner, HB, Spaten, Lowenbräu, Hacker-Pschorr, Paulaner. Le tradizionali sono ambrate scure, dette Dunkel, e con gusto tendente al malto, sebbene le più diffuse sono color oro e leggermente amarognole, tutte di corpo pieno e con una gradazione fra i 4.5° e i 5.5°.
  • Bock e Doppelbock: il colore varia dall’oro fino all’ambrato scuro, il gusto è morbido e l’amaro appena percettibile. Più sono scure più sono caratterizzate dal gusto del malto e da un corpo consistente. La gradazione parte dai 6° fino a 8° per le Bock, fino ad oltre i 9° per le Doppelbock.
  • Marzen: prodotte a fine inverno per essere bevute fra Marzo e Settembre, nel corso degli anni, sono diventate le birre tradizionali dell’Oktoberfest. Il colore varia dall’oro all’ambrato, nel gusto prevale il malto, l’amaro non è percettibile, hanno un corpo medio e la gradazione varia dai 5° ai 7°: sono di fatto delle Bock meno luppolate.
  • Dortmunder Export: birre provenienti dalla città di Dortmunt, nel nord della Germania: hanno una lunga tradizione di esportazione. Il colore è oro brillante, gusto rotondo, molto equilibrato, buon corpo e una gradazione tra i 5° e i 5.5°.
  • American Lager: dal color oro paglierino, poco caratterizzate nel gusto, molto leggere e beverine, grado alcolico tra i 4° e i 5°.
  • British Lager: prodotte in Gran Bretagna seguendo le ricette tedesche, in Scozia viene prodotta una variante più Strong da 9°.

Inoltre anche tutte le birre analcoliche e light sono prodotte con metodo Lager.

E voi quale birra prodotta con il metodo Lager preferite? Dammi una birra!

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