Michael Jackson: Il primo Sommelier della Birra

Michael Jackson: Il primo Sommelier della Birra

Chi è appassionato di birra o vuole entrare in questo mondo deve, necessariamente, conoscere Michael Jackson… no, non il cantante, ma il più grande scrittore di saggi, a livello mondiale, su questa bevanda.

Purtroppo Jackson è mancato nel 2007, all’età di 65 anni, ma la sua presenza è ancora viva in tutti coloro che lo hanno conosciuto grazie alla grande eredità culturale che ci ha lasciato.

Ha iniziato la sua carriera a Londra come giornalista in un quotidiano locale.

Dopo una serie di iniziative, legate al giornale, ebbe modo di entrare in contatto con il settore birrario e si è appassionato al punto di dedicare anni di lavoro alla stesura di quella che, tuttora, è considerata la sua opera più importante: il volume The World Guide to Beer .

La prima edizione venne pubblicata nel 1977 e incontrò un grandissimo successo, tanto da essere tradotta in svariate lingue e ristampata aggiornata nel 1990.

Anche se sono passati 40 anni dalla sua pubblicazione, e molte cose sono cambiate, rimane un libro fondamentale per chi vuole conoscere il mondo birrario e capirne l’evoluzione.

Micheal Jackson: Il primo Guru della Birra

La bibliografia di Jackson, quasi tutta a tema birrario, è ampissima e va dalle monografie, alle guide tascabili annuali, fedeli bigini per gli amatori.

Dopo il grande successo internazionale di The World Guide to Beer, molti giornali importanti, come The Guardian, Washington Post e altri ancora cominciarono a proporgli di gestire diverse rubriche sulle loro testate e fu così che, Jackson, divenne il giornalista-scrittore di riferimento per il settore birrario, in un momento di grande fermento evolutivo.

In Gran Bretagna le Lager cominciavano a scalzare le tradizionali Ale e Jackson ebbe un grande ruolo nel trasmettere la conoscenza e il valore delle specialità tradizionali inglesi.

Erano gli anni in cui la Camra, associazione inglese dei consumatori di birra che contava migliaia di iscritti, si batteva in difesa della Real Ale, la più popolare e tradizionale fra le birre britanniche.

Jackson con i suoi libri e articoli teneva alta l’attenzione sulle specialità, al punto che anche i birrifici inglesi dovettero cominciare a tener conto dei suoi scritti.

Michael Jackson: il Primo Sommelier della Birra

Jackson era molto pignolo quando esprimeva un parere su una birra: voleva conoscerne a fondo la storia, le origini, la produzione e le particolarità che la distinguevano.

Mi capitò, in uno dei miei viaggi in Belgio, di visitare l’Abbazia di Chimay e Père Theodore, ai tempi responsabile della produzione, mi accolse dicendomi che qualche tempo prima era stato loro ospite Michael Jackson, il quale, per scrivere un articolo si era fermato nel monastero per ben 4 giorni.

Questo era il suo modo di lavorare: non gli bastava soffermarsi soltanto sul risultato finale, voleva vivere l’ambiente e l’atmosfera del luogo in cui veniva prodotta la birra ed essere sempre attento a coglierne tutte le sfumature.

Nelle sue degustazioni non dava punteggi, preferiva raccontare le sue impressioni, descriverne i profumi e il gusto: il suo approccio era simile a quello dei sommelier col vino… Considerate che in quegli anni non esisteva la “degustazione della birra” come ad oggi.

Michael Jackson: The Beer Hunter

La notorietà di Michael Jackson crebbe ulteriormente quando venne chiamato da Discovery Channel per partecipare ad una serie televisiva, che fu trasmessa in 10 diversi Stati, chiamata The Beer Hunter, diventato, successivamente, il suo soprannome.

Grazie alla serie Jackson risolse, in parte, il suo problema di omonimia con l’icona pop americana e cominciò a presentarsi usando la ricorrente frase: “Hello, I am Michael Jackson the Beer Hunter, not the singer!” ossia “Salve, sono Michael Jackson Il Cacciatore di Birre, non il cantante”.

Tutto questo è solo una piccola parte nel racconto del personaggio di Jackson, ma è importante parlare di lui poiché non molti sanno che lui fu il primo a parlare di tipologia birraria e a catalogare i vari stili con le relative caratteristiche.

Come ho accennato all’inizio, Mickael Jackson è stato il primo giornalista / scrittore a parlare di birra e aprì la strada ad altri professionisti che ne seguirono l’esempio, come me…

Nel 1988, fondò la British Guild of Beer Writers Association, di cui facevano parte oltre una ventina di giornalisti britannici ed un italiano, indovinate chi era?

Michael Jackson: Consigliere fidato degli American Brewers

Ma la sua grande storia non è ancora finita: Jackson ha avuto un ruolo anche nello sviluppo del fenomeno delle Craft Breweries americane.

Fu a lui che Charlie Papazian, fondatore della Home Breweries American Association e della Association of Brewers, si rivolse per avere i migliori consigli.

Da questa collaborazione, iniziata con un incontro a Londra nel 1981, nacque la 1° edizione del Great American Beer Festival, in Colorado, in cui si ritrovarono tutti coloro che si sarebbero successivamente rivelati protagonisti di una grande rivoluzione del settore: la nascita delle Craft Breweries americane.

Molti altri birrai seguirono l’esempio di Papazian e si rivolsero a Jackson per avere dei suggerimenti e lui era sempre straordinariamente disponibile nell’aiutare il mondo della birra a crescere.

Il mio 1° incontro con Michael Jackson

Della disponibilità e generosità intellettuale di Jackson, io ne ho potuto avere prova diretta: nel 1985, 2 anni dopo aver fondato “Il Mondo della Birra”, dovevo recarmi a Londra per visitare la Griffin Fuller’s Brewery, poiché cominciava ad essere importata in Italia la Fuller London Pride.

Ovviamente colsi l’occasione per cercare di incontrare Michael Jackson di persona, dopo aver passato anni a sfogliare le pagine di The World Guide to Beer.

Riuscì a rintracciare il suo numero e lo chiamai, gli spiegai che ero l’editore di una rivista italiana, dedicata interamente alla birra e alle sue spumeggianti sfaccettature, e gli chiesi se era possibile incontrarlo.

Il nostro Paese non era certo conosciuto nel mondo per le sue tradizioni birrarie, ma in quel momento il mio ero l’unico giornale al mondo dedicata esclusivamente alla birra.

Michael Jackson
Evidentemente il mio mensile lo incuriosì abbastanza da concedermi un appuntamento in un pub, nelle vicinanze della sua residenza.

Mi dedicò un intero pomeriggio, interessandosi alla rivista e riempiendomi di domande sui birrifici italiani, poichè non aveva ancora avuto modo di conoscerli a fondo: nel suo 1° libro erano dedicate soltanto due o tre pagine all’Italia, ma continuava a ripromettersi di aumentarle nella prossima riedizione.

Quando gli dissi che, il giorno dopo, sarei andato ad intervistare alcuni manager della Griffin Fuller’s Brewery, uno tra i birrifici più storici di Londra, mi rispose che era molto vicino alla sua abitazione e si offrì di accompagnarmi.

Appena i responsabili del birrificio mi videro accompagnato da Michael Jackson furono entusiasti e finirono per dedicarci l’intera giornata.

Non ero più un giornalista italiano sconosciuto: ero diventato un collega del gran maestro del mondo birrario.

Nei primi due anni di attività con la rivista avevo già visitato diverse fabbriche di birra, ma il tour alla Fuller con Jackson è stato e rimane, per me, indimenticabile.

Prima di lasciarci, dopo qualche pinta bevuta insieme, gli chiesi se potevo intervistarlo… sembrò quasi meravigliato dalla mia richiesta.

Ripensare alla sua umiltà e umanità mi lascia ancora oggi sorpreso.

Un nuovo prezioso Amico e Collaboratore

Dopo quell’incontro, purtroppo, non riuscimmo più a darci appuntamento per un paio d’anni poiché sempre più di frequente, entrambi, eravamo in giro per il mondo, ma continuai ad inviargli regolarmente il mio giornale,

Nel 1988, sulla scia del grande interesse negli USA per le birre europee, realizzai una versione de “Il Mondo della Birra” in lingua inglese, dedicata al mercato statunitense: The World of Beer.

Pronto a partire con il mio nuovo progetto, telefonai a Michael in cerca di consigli e, non vi nascondo, che dentro di me nutrivo la speranza di convincerlo a scrivere anche qualche articolo per la rivista.

Il mio desiderio si avverò e la collaborazione ebbe inizio l’anno successivo: Jackson in ogni numero di The World of Beer commentava 3 birre europee a sua scelta e, quando riusciva a trovare del tempo extra, scriveva anche qualche articolo per la rivista italiana.

Nel 2001 lo invitai a Rimini per visitare i padiglioni espositivi birrari alla M.I.A., Mostra Internazionale Alimentari.

In quell’occasione ho avuto l’immenso piacere di consegnargli la targa della “Accademia della Birra”, in segno di riconoscenza per il prezioso contributo dato alla rivista.

Ricordo ancora con affetto la grande generosità dimostrata, trovando tempo per me e per la nostra “piccola” Italia, nonostante i numerosi impegni che aveva in giro per il mondo.

Precursore della Birra Moderna

Michael Jackson è stato protagonista del settore birrario precorrendo i tempi moderni: ha anticipato 20 anni fa ciò che oggi è consuetudine.

Se non ci credete basta riepilogare alcune tappe della sua attività:

  • E’ stato il primo giornalista e scrittore specializzato questo settore.
  • E’ stato lui a codificare le tipologie e gli stili birrari.
  • E’ stato il primo a degustare la birra come “sommelier”, creando la possibilità di aprire i moderni corsi dedicati a questa sottile arte.
  • Ha valorizzato le specialità birrarie in tutto il mondo.
  • Ha contribuito allo sviluppo delle Craft Breweries negli USA.
  • Ha scritto decine di libri oggi fondamentali sia per gli addetti ai lavori, sia per gli appassionati.

E queste sono anche le ragioni per cui, insieme alla sua grande umanità, cultura e genialità, Michael manca a tutti coloro che hanno avuto la fortuna, come me, di poterlo conoscere.

Dammi una Birra!

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