Weissbier: Le Birre di Frumento dalla schiuma esuberante

Weissbier: Le Birre di Frumento dalla schiuma esuberante

Le Weissbier, chiamate anche Weizen o più semplicemente Weiss, sono spesso indicate come birre di frumento.

Quest’ultimo è utilizzato, oltre al malto d’orzo, con una percentuale del 50% ma può raggiungere, nel caso di ricette estreme, addirittura il 100%.

Le Weissbier sono birre chiare, tipiche della Baviera, e si ritiene che la loro produzione sia iniziata nel 1480, sulla base di una ricetta scoperta in Boemia da un birraio bavarese.

A quei tempi veniva prodotta occasionalmente e in piccola quantità, poiché il frumento era utilizzato per fare il pane ed usarlo per la birra era un lusso che non sempre ci si poteva permettere.

Tra i pochi che non avevano problemi ad utilizzarlo, invece, vi erano i monaci di alcuni conventi della Baviera: essendo dediti all’agricoltura per il loro sostentamento avevano disponibile il frumento necessario per produrre le Weiss.

La birra ottenuta con l’uso del frumento si presentava di colore più chiaro e di gusto più raffinato rispetto alle birre quell’epoca, questo spinse i frati a continuarne e perfezionarne la produzione.

Se volete esplorare il mondo delle tipologie birrarie e capirne le differenze potete trovare altri articoli QUI.

Le Weissbier, comunque, essendo brassate con un cereale pregiato hanno sempre risentito di tutte le fasi alterne collegate alle vicende storiche, sociali ed economiche della Baviera: in parole povere la produzione cessava nei periodi di crisi.

Una Svolta Storica: La Legge di Purezza

Curiosamente l’ascesa della produzione delle Weiss arrivò solo dopo il 1516, quando fu promulgata dal Duca di Baviera, Guglielmo IV di Wittelsbach, la Legge di Purezza o Reinheitsgebot in tedesco, pietra miliare e tuttora vanto dei birrifici tedeschi.

Il Reinheitsgebot stabiliva una serie di regole, molto severe, di carattere sanitario, fiscale, commerciale e di produzione, a protezione e garanzia del consumatore.

Vi era indicato anche quali materie prime si dovevano utilizzare: acqua, orzo, luppolo e nient’altro, con pene severissime per chi non vi si atteneva.

Poiché il frumento, nella Legge di Purezza, non veniva in alcun modo menzionato e quindi non poteva essere utilizzato, il destino delle Weiss sembrò definitivamente segnato.

Tuttavia, dopo qualche anno, un ricco feudatario dell’epoca riuscì a farsi concedere, da Guglielmo IV, una licenza speciale che gli permise di usare il frumento; fu così che la produzione della Weiss crebbe notevolmente diventando un’ulteriore fonte di ricchezza.

Alla morte del feudatario il privilegio di utilizzare il frumento, a fini birrari, continuò con la famiglia Wittelsbach che iniziò ad averne l’esclusiva.

Quando i Principi diventano anche Birrai

Tuttora il nome dei Wittelsbach è legato alla birra: il Principe Luitpold di Baviera, discendente del Duca Guglielmo IV, produce tuttora una gamma di birre tipiche bavaresi fra le quali alcune Weiss, nel suo birrificio Konig Ludwig Schlossbrauerei Kaltenberg.

Nel corso dei vari secoli la Weizen si consolidò nelle abitudini dei Bavaresi e i Wittelsbach ne persero il monopolio, al punto che alcune birrifici si dedicarono specificatamente alla produzione di questo tipo: ad esempio la G.Schneider & Sohn di Kelheim e la Privatbrauerei Erdinger di Erding.

Le Weiss conquistano il Nord della Germania

Malgrado le origini storiche e il successo ottenuto in Baviera dalle Weiss, soltanto in anni recenti hanno incominciato ad apprezzarle nel Nord della Germania.

Le Pils vengono esportate al Sud e bevute nei locali di tendenza, mentre le Weissbier bavaresi sono sempre più richieste al Nord dagli appassionati e ricercatori di specialità.

Le Weizen sono birre molto rinfrescanti e di corpo leggero: il luogo ideale in cui consumarle sono i famosi Biergarten, dove vengono bevute per accompagnare i Weisswurst, tipiche salsicce bianche di vitello, e la pancetta di maiale.

Un fattore che ha favorito la crescita del consumo delle Weiss è la destagionalizzazione: attualmente si bevono tutto l’anno, anche in Italia, e sono presenti sia nelle birrerie sia al supermarket.

Le Weissbier: uno stile anche nel modo di berle

Le caratteristica più di spicco delle Weizen è l’abbondante schiuma bianchissima, con un perlage di bolle piccolissime.

Generalmente viene imbottigliata in confezione da mezzo litro, misura ideale per la sete estiva, tuttavia da diversi anni viene proposta anche alla spina: in passato i lieviti creavano qualche problema di spillatura, ora completamente risolti.

È importante bere le Weizen nel loro apposito bicchiere, il Weizenbecker, in modo da poter versare tutto il contenuto della bottiglia in una volta sola: essendo svasato nella parte alta, riesce a contenere la tipica esplosione di schiuma.

Qualche birreria usa ancora servirla col limone, ma non preoccupatevi è solo un richiamo alla tradizione e basta toglierlo prima di degustarla.

Potrebbe capitare che ve la presentino con una fetta di limone infilata sul bordo del bicchiere: è una tradizione passata che serviva a coprire le esalazioni, non proprio piacevoli, nel caso la conservazione lasciasse a desiderare.

Oggi, grazie alle possibilità di refrigerazione, il limone non è più necessario anzi, ad essere onesti, impedisce di coglierne appieno i profumi naturali.

Nascono nuove varianti

Il successo crescente e i consumi di Weissbier, che si sono estesi al di fuori della stagione estiva, hanno creato una serie di varianti per ampliare la gamma, le più diffuse sono:

  • La Hefe o Versione Pura: di colore oro e con i lieviti in sospensione, quindi non filtrata.
  • La Kristall: di colore oro e limpida, poiché i lieviti vengono filtrati.
  • La Dunkel: di colore scuro.
  • La Bock: di colore ambrato e fermentata con la tecnica Bock.
  • La Doppel Bock: di colore ambrato e fermentata con la tecnica Doppel Bock.

La gradazione alcolica varia da 4,5° ad oltre 7° e sono tutte ad Alta Fermentazione

Perché le Weiss sono così buone?

chi siamo

La prima volta che ho bevuto una Weiss ero di fretta, e questa non è assolutamente una birra da bere quando si ha premura: infatti mi sorprese la presenza di lievito in quantità superiori rispetto alle altre birre non filtrate che conoscevo.

La mia seconda esperienza con le Weiss, invece, è stata molto più appagante: bevuta con calma, seduto in un Biergarten, ho avuto modo di conoscerla fino in fondo ed oggi la Weizen è, onestamente, uno degli stili che preferisco, specialmente quando si parla di Hefe, ovvero non filtrata.

Senza lievito che senso ha bere una Weissbier?

Il piacere di versarla per la sua schiuma finissima ed esuberante, il rito di recuperare il lievito depositato sul fondo della bottiglia, la freschezza al palato, il profumo floreale, agrumato ed il corpo medio-leggero mi hanno fatto innamorare di questo stile unico nel suo genere.

Dammi una birra!

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