Hofbräu München: Jörg Lehmann alla guida.
Il curriculum parla chiaro: dottorato a Weihenstephan, incarichi dirigenziali in birrifici tedeschi tra area tecnica ed esecutiva, sei anni alla presidenza dell’Associazione dei birrai tedeschi. Quando il Ministero delle Finanze bavarese — proprietario del birrificio — lo ha contattato, Lehmann non ha esitato un minuto: “Molto più di un nuovo lavoro, un grande onore“. Questo il commento.
Nell’ intervista dopo sei mesi di attività, ecco le tre indicazioni strategiche interessanti per chi opera nel settore:

- Analcoliche prodotte in casa. L’ampliamento della gamma alcohol-free è la priorità numero uno: la risposta di Hofbräu a un consumo più consapevole che non vuole rinunciare al gusto.
- Strategia premium e fuoricasa. Rafforzamento della visibilità del marchio nella ristorazione e nell’ospitalità, in Baviera come nei mercati export. Un tema che tocca da vicino anche l’Italia, dove le birre HB sono una presenza consolidata da molti anni.
- Agilità come vantaggio competitivo. Detto da un’istituzione con oltre quattro secoli di storia, sorprende: “Canali di comunicazione brevi e struttura orizzontale ci consentono di reagire rapidamente ai cambiamenti del mercato”.


Ma la frase che resta è quella sulla tradizione: “Non consiste nel conservare le ceneri, ma nel mantenere viva la fiamma. Vogliamo sostituire il ‘si è sempre fatto così’ con ‘quanto si potrebbe migliorare?‘”.
A settembre Jörg Lehmann vivrà il suo primo Oktoberfest da padrone di casa, nel tendone Hofbräu — quella che lui stesso definisce la “fiera internazionale” del birrificio, dove ogni anno si consolidano le partnership con i distributori di tutto il mondo.