Birra: nel fuori casa si gioca buona parte del futuro.
Dal report “Birra, un ecosistema per la crescita” di Assobirra emerge un comparto che, dentro un’economia in stagnazione, continua a fare della convivialità fuori casa il proprio baricentro strategico. Tra ristorazione, pubblici esercizi e nuovi rituali di consumo, l’horeca è il canale dove si fa cultura della birra.
C’è un filo rosso che attraversa l’Annual Report 2025 di AssoBirra, il fuori casa non è più un canale fra gli altri, ma il terreno su cui si gioca buona parte del futuro del comparto. In un Paese descritto dagli economisti come “in cerca di equilibrio tra contrazione ed evoluzione”, la birra si conferma collante della socialità italiana e motore di ristorazione, ospitalità e turismo. Ho estratto dal volume tutto ciò che riguarda la parte horeca: i numeri, le interviste, le visioni.
Il fuori casa come priorità di sistema

Lo dice senza giri di parole il Presidente Federico Sannella nella sua lettera di apertura: la birra genera circa il 30% del fatturato complessivo del canale del fuori casa, confermando un ruolo strategico per ristorazione, ospitalità e turismo. E tra le priorità che AssoBirra intende perseguire nei prossimi anni, Sannella indica esplicitamente “il rilancio del consumo fuori casa e dell’intero ecosistema horeca”.
Il quadro d’insieme dà il senso della posta in gioco: una filiera orizzontale che collega agricoltura, industria, distribuzione, horeca e consumatori, capace di generare ogni anno oltre 10 miliardi di euro di valore condiviso* e di sostenere “più di 112.000 posti di lavoro”.
Su questo sfondo si colloca anche la riduzione delle accise per il biennio 2026-2027, letta dall’associazione come un primo passo verso il riequilibrio fiscale del settore.
I numeri del canale: la fotografia di REF Ricerche
L’analisi economica curata da Fedele De Novellis di REF Ricerche offre la lettura più dettagliata delle dinamiche di consumo. Dopo la forte crescita post-pandemica, i consumi di birra in Italia si sono stabilizzati poco sopra i 21 milioni di ettolitri, con una contrazione di circa il 6% rispetto al picco “anomalo” del 2022. Un assestamento giudicato in parte fisiologico, alla luce del calo demografico e dell’innalzamento dell’età media.
Sul fronte dei canali, De Novellis registra dinamiche differenziate: l’incidenza della componente “fuori casa” si mantiene su valori leggermente superiori al pre-pandemia, ma “perde smalto” dopo il forte recupero del 2022-23, una frenata legata anche al rallentamento fisiologico degli afflussi turistici dall’estero dopo una fase di crescita sostenuta.
Significativo il dato che lega birra e mutamento degli stili di spesa: anche le famiglie a reddito medio-alto hanno spostato consumi verso il delivery e l’horeca., quel comparto che la contabilità nazionale classifica sotto la voce “alberghi e ristoranti”‚ settore che ha beneficiato della spinta del turismo straniero in Italia.
L’economista sottolinea inoltre la funzione sociale del fuori casa “accessibile”: pizzerie e pub rappresentano il segmento della ristorazione più alla portata della classe media, capace di migliorare la “convenienza” del consumo fuori casa. Sul lato dell’offerta, la produzione nazionale 2025 arretra di quasi 3 punti rispetto al 2019, mentre le birre estere‚ su tutte quelle tedesche‚ mantengono una quota intorno al 35% dei volumi consumati.
GDO vs horeca: l’intervista doppia Buttarelli/Sbraga

Il cuore del confronto è nell’intervista doppia tra Luciano Sbraga vice direttore generale e direttore Ufficio Studi FIPE e
Sbraga rivendica il ruolo dei pubblici esercizi: “la crescita della cultura birraria del consumatore italiano è frutto anche del lavoro svolto dalla galassia dei pubblici esercizi, e non sarà l’ultima volta che il settore crea modelli di cui poi beneficia anche il consumo domestico”. Per il rappresentante FIPE i due canali devono restare distinti nell’immaginario del consumatore: il fuori casa è il solo luogo dove la cultura birraria è di casa, sostenuto dalla preparazione specifica di publican, barman ed esercenti‚ circostanza che giustifica anche la differenza di prezzo.
Sul rapporto competitivo tra i due canali, Sbraga ricorda che il fuori casa rappresenta “l’unico mercato in progressiva e ininterrotta crescita, con un incremento ormai strutturale”: un canale forte di oltre 324.000 imprese che non teme una competizione equilibrata e disciplinata.
Buttarelli, dal canto della distribuzione, fotografa cinque anni di relazione sempre più articolata tra retail moderno e horeca, con la pandemia come punto di svolta. La risposta del fuori casa è stata quella di rafforzare il proprio ruolo esperienziale e relazionale, puntando su qualità, distintività e food delivery; l’horeca resta “il luogo privilegiato della sperimentazione e valorizzazione delle tipicità culinarie locali”. Entrambi convergono sullo scenario futuro: ibridazione crescente, formati più flessibili, contaminazioni tra domestico e fuori casa, con l’horeca orientato sempre più verso l’alto valore aggiunto.
Il tema NoLo attraversa tutto il confronto.

Sbraga prevede che il consumo più leggero e responsabile, oggi guidato dai giovani, coinvolgerà altri target, mentre individua i veri competitor della birra in funzione dell’occasione: cocktail e bollicine nell’aperitivo, vini leggeri a cena.
La ristorazione cambia rito:
Per Alberto Lupini, direttore responsabile di Italia a Tavola, il cambiamento è soprattutto culturale: “la birra non è più l’alternativa. Si mangia più spesso fuori casa ma in modo meno rituale, crescono le occasioni ibride: aperitivi lunghi, piccoli assaggi, cucine contaminate. La birra interpreta questa fluidità meglio di altre bevande perchè meno gerarchica, più immediata, adatta tanto alla pizzeria di quartiere quanto al ristorante gourmet”.
Lupini coglie anche il risvolto economico: “davanti all’aumento costante di costi (energia, materie prime, personale, affitti, logistica) e a un consumatore più attento alla spesa, la birra offre maggiore elasticità, abbinamenti dinamici e prezzi mediamente più accessibili. Non a caso molti locali contemporanei hanno investito sulla proposta brassicola non come alternativa economica, ma come elemento identitario” A sostegno, il dato di filiera: una produzione nazionale superiore ai 16 milioni di ettolitri, ormai pienamente inserita nel sistema agroalimentare e horeca del Paese.
Beer&Food Attraction 2025: la vetrina internazionale del fuori casa
Sul piano degli eventi horeca, l’Annual Report dedica ampio spazio a Beer&Food Attraction che si conferma punto di riferimento europeo per il canale fuori casa e all’International Horeca Meeting di Italgrob. Meeting che ha ribadito la centralità del fuori casa con un valore complessivo di 72 miliardi di euro e 3,4 milioni di occupati.
Fonti: AssoBirra, Annual Report 2025 “Birra, un ecosistema per la crescita”. Contributi di Federico Sannella (Presidente AssoBirra), Fedele De Novellis (REF Ricerche), Carlo Alberto Buttarelli (Federdistribuzione), Luciano Sbraga (FIPE), Alberto Lupini (Italia a Tavola).
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By Dammi unabirra.it
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