Il caso Maisel: quando il titolare riprende in mano la guida commerciale
Il mercato birrario tedesco distribuisce in Italia prodotti che molti operatori conoscono bene. Tra questi c’è Maisel, il birrificio di Bayreuth giunto alla quarta generazione familiare, che nelle scorse settimane ha annunciato una discontinuità significativa nel proprio assetto commerciale.
Kristof Schimmele, direttore vendite dal luglio 2023, e il proprietario Jeff Maisel hanno concordato di separarsi. Nessun conflitto aperto, almeno in apparenza: entrambi riconoscono pubblicamente valori condivisi e un rapporto di fiducia. Eppure la visione strategica sulle vendite sono risultate, nel lungo periodo, incompatibili.
È quello che farà Jeff Maisel: assumerà personalmente la responsabilità delle vendite a livello dirigenziale, mentre l’organizzazione operativa è già stata riorganizzata nelle ultime settimane. Dirk Schönzart guiderà le vendite retailer su scala nazionale — con una divisione unificata che dal 1° marzo ha sostituito le precedenti strutture separate Nord e Sud , Torsten Gieschen sarà responsabile dell’Horeca, Marc Goebel direttore operativo. A completare il quadro Catia Lomma responsabile del mercato italiano.,
La scelta di Jeff Maisel non è una retromarcia, ma una presa di posizione identitaria. Un birrificio di tradizione che decide di tenere la rotta nelle proprie mani, soprattutto in un momento in cui il mercato birrario europeo è tutt’altro che semplice.
Schimmele, va detto, nel periodo della sua direzione ha ottenuto risultati concreti: ha fatto crescere i marchi Maisel anche in un contesto di mercato in forte contrazione.
Per gli operatori italiani che lavorano con questo brand, la continuità operativa sembra garantita. Per chi invece legge questi movimenti come osservatore di settore, il caso
Maisel Brauerei ricorda una verità senza tempo: nelle imprese familiari, l’ultima parola resta sempre in famiglia.