Menabrea: da Alba a Biella, passando per Winthrop. Quando la birra crea ponti tra i continenti.
Come un incontro inaspettato alla Fiera del Tartufo Bianco ha trasformato due turisti americani in ospiti speciali del Birrificio Menabrea
A volte le storie più belle nascono dove meno te lo aspetti. E questa comincia tra il profumo del tartufo bianco e il levare dei bicchieri di birra, in una sala della Fiera di Alba dove, lo scorso novembre, il Birrificio Menabrea e Botalla Formaggi avevano organizzato una delle degustazioni più attese dell’evento: “Quando la birra incontra il formaggio“.
Ero tra i relatori di quella mattinata e, come spesso accade in questi contesti, la platea ti restituisce segnali. C’è chi ascolta, chi annuisce per educazione, e poi ci sono loro — quelli che prendono appunti, che fanno domande vere, che assaggiano con quella concentrazione silenziosa che tradisce una passione autentica. Li avevo notati subito: una coppia, seduta a metà sala, con gli occhi accesi dalla curiosità.

Al termine della degustazione mi sono avvicinato. Si chiamano Christophe Riggio e Sam Gibboney, e vengono da Winthrop, nello stato di Washington. Appassionati di birra e coltivatori di luppolo per hobby, viaggiatori curiosi, con un desiderio preciso: visitare il Birrificio Menabrea, quello stesso birrificio che aveva reso possibile quell’incontro.
La conversazione è stata breve ma intensa, come spesso accade quando si parla con persone che hanno già chiaro cosa vogliono. Ci siamo scambiati i contatti, ci siamo salutati con la promessa vaga — o forse non così vaga — di restare in contatto.
Qualche settimana dopo, direttamente da Winthrop, mi arriva una serie di fotografie. Eccoli lì, Christophe e Sam, nel loro giardino, intenti a raccogliere il luppolo che coltivano con cura, a tagliare i fiori con tanto di “corona” in testa, sorridenti come due ragazzi. Mi scrivono che sperimentano ricette diverse, che la birra per loro non è un hobby ma un modo di vivere, una filosofia quotidiana fatta di fermentazioni, ricette, condivisione. Il loro racconto mi coinvolge e decido di farne un articolo.
Quella corrispondenza ha trasformato una stretta di mano in un’amicizia. E ha fatto maturare un’idea: perché non tornare in Italia e visitare quella realtà birraria che li aveva così colpiti?
Così, a fine aprile, Christophe e Sam sono arrivati a Biella. per visitare il MeBo — lo spazio espositivo che custodisce la memoria storica di uno dei birrifici più antichi d’Italia, fondato nel 1846 tra le montagne del Biellese.
Camminare tra gli spazi del museo è stata per loro un’esperienza che difficilmente dimenticheranno. Vedere i macchinari storici, le fotografie d’epoca, i documenti che raccontano quasi due secoli di produzione birraria attraverso gli occhi di due americani innamorati della birra dà loro una prospettiva diversa.
Questa è la magia della birra: sa creare ponti improbabili, unisce culture lontane, trasforma un evento in un’amicizia e un’amicizia in un viaggio. Da Alba a Biella, passando per Winthrop, Washington.
E mi ricorda, ancora una volta, perché amo questo mestiere. Non si tratta solo di raccontare la birra — i numeri, i luppoli, le fermentazioni, i premi. Si tratta di incontrare persone come Christophe e Sam, che ti ricordano che la vera ricchezza di questo settore sta nelle relazioni che sa generare. Relazioni autentiche, che attraversano oceani e stagioni, e che nascono — sempre, inevitabilmente — intorno a un bicchiere.
Pubblicato da Dammiunabirra.it