Porter: la Scura che gli appassionati non hanno mai dimenticato

Porter: la Scura che gli appassionati non hanno mai dimenticato

Lo stile Porter è nato in Inghilterra nel lontano 1720, ed ad oggi è considerato una specialità.

Il nome deriva dai facchini che scaricavano le merci al porto di Londra, chiamati Porters, i quali erano grandi consumatori di birra.

Nel periodo della 1° industrializzazione, i birrifici cominciarono ad evolversi tecnologicamente, grazie ad impianti più moderni e ad una maggiore conoscenza scientifica delle materie prime.

In questo periodo di fermento industriale nacquero le Porter: inizialmente prodotte nell’area londinese, raggiunsero in fretta un grande successo e vennero copiate anche da altri birrifici nelle varie regioni della Gran Bretagna.

Le Porter, a cavallo fra il XVIII e il XIX secolo, erano le birre più bevute dalla classe operaia in Inghilterra, ma cominciavano a diffondersi anche oltreconfine: in Irlanda, nelle Colonie e negli Stati Uniti.

Erano, tradizionalmente, di colore marrone scuro, tonaca di frate per esser precisi, il quale si otteneva con malti scuri, quindi più tostati.

porter
Alcuni birrifici per arrivare a questa tonalità prendevano una sorta di “scorciatoia”: usavano malti chiari, che erano meno tassati, zucchero caramellato, melassa e liquirizia.

Queste birre risultavano molto corpose, di gusto secco e piuttosto acidulo.

Non erano per niente beverine, infatti venivano mischiate, al momento della mescita, con delle Ales più leggere.

Il nome Porter era così popolare che, a quel tempo, lo si usava per ordinare generalmente una qualunque “Beer”.

Guinness fa il suo primo passo verso il successo

Il grande successo di questa birra scura attirò l’attenzione di Arthur Guinness, un giovane birraio irlandese produttore di Ales.

Nel 1759 Guinness aprì un nuovo birrificio a Dublino: la St. James’s Gate Brewery, tuttora esistente, e iniziò a produrre esclusivamente birre in stile Porter.

Una variante in particolare, la Extra Strong Porter, non solo conquistò gli irlandesi ma ebbe un successo tale per cui iniziò ad essere esportata in tutto il mondo.

Nuovi metodi di produzione, affinati nel corso degli anni, permisero la nascita di alcune varianti dello stile meno rozze nel gusto, così da non doverle più miscelare con le Ales.

Questa nuova generazione di Porter venne accolta con grande soddisfazione dai Pub, che non dovevano più spillare da due botti per versare una singola pinta di birra, e arrivò a conquistare persino la middle class.

Per arrivare a questo traguardo, nel giro di un secolo, furono utilizzati diversi metodi di produzione e svariati cambi di materie prime; la tecnologia avanzava e il settore birrario era sempre più industrializzato.

Unico punto fermo dello stile, durante questa continua evoluzione, rimase il tipico colore marrone scuro caratterizzante ancora oggi.

Bionda o Mora? Stout!

A metà dell’800 iniziò il declino: i nuovi consumatori cominciarono a preferire birre più chiare, dal gusto più morbido, complice anche il cambio nello stile di vita e la popolazione sempre più concentrata nelle città.

Le Porter cominciarono ad essere considerate le birre della vecchia generazione.

In alternativa, gli inglesi iniziarono a preferire le Pale Ales: birre storiche, ambrate, le quali avevano a lungo subito il dominio delle birre scure.

Anche Guinness avvertì questa tendenza e in alternativa alla Porter creò una nuova versione: la Stout, una birra ancora più scura ma di gusto più morbido e di corpo leggero.

Gli irlandesi ne furono entusiasti, al punto di adottarlo e renderla birra nazionale.

Oggi la Stout è una tipologia molto conosciuta ed apprezzata dagli estimatori delle scure, sostituendo quasi interamente la Porter.

Le Porter oggi…

Negli ultimi anni, grazie soprattutto allo sviluppo dei microbirrifici, in Italia la Porter è tornata alla ribalta, per la gioia degli appassionati (come mia figlia minore).

Sulla scia di questo fenomeno di riscoperta, anche le grandi aziende birrarie hanno rispolverato vecchie ricette e riprendendo la produzione.

La versione moderna della Porter è ispirata all’originale, ma non si può considerare uguale in quanto gli ingredienti sono di molto migliorati rispetto al XVIII secolo.

Che gusto ha una Porter moderna?

chi siamo

Il mio suggerimento generale è questo: se avete l’occasione di poter assaggiare una Porter, fatelo!

Qualunque marca sia avrete buone possibilità di degustare una grande birra.

Se un birrificio, grande o piccolo che sia, mette in produzione una Porter stiate certi di trovarci tutta la passione e la capacità del mastrobirraio, poiché con queste birre non si fanno grandi numeri, non c’è dietro un grande business: è solo questione di prestigio.

Se andiamo più nel dettaglio, invece, mi piacerebbe suggerirvi 3 Porter diverse:

Quali sono, invece, le vostre preferite? Dammi una birra!

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