Quando la Birra si chiama Ale?

Quando la Birra si chiama Ale?

Potevano gli inglesi chiamare la birra da loro prodotta come tutte le altre che si bevono nel mondo? Ovviamente no. Per loro la birra inglese si chiama Ale.

Ci sono voluti svariati decenni perché gli inglesi iniziassero ad accettare il generico termine “Beer”.

Tuttora il termine Ale viene è quello più comune, mentre il termine Beer è un aggettivo riservato alle birre più moderne.

Tuttavia è anche vero che le Ale inglesi erano, a tutti gli effetti, molto differenti dalle birre bevute Oltremanica.

Nel Medioevo in Inghilterra non si utilizzava il luppolo per aromatizzare le Ale ma il Gruit, ovvero un mix di erbe come Rosmarino, Mirto e altre ancora a discrezione di chi la produceva.

Erano piccole produzioni casalinghe, spesso affidate alla donne, chiamate Ale wife, che potremmo definire gli archetipi degli attuali homebrewers.

Solo successivamente cominciarono a nascere piccoli birrifici locali, produttori di Ale, che vendevano le loro birre nelle aree limitrofe al villaggio in cui sorgevano.

Questi piccoli produttori si svilupparono numerosi in tutta la Gran Bretagna, poiché le difficoltà e la lentezza dei trasporti in quegli anni rendeva impossibile la vendita a livello nazionale.

Birre e Conventi: Binomio Vincente

Fra i tanti birrifici locali si distinsero, per la qualità della produzione, quelli situati all’interno dei monasteri.

Probabilmente grazie alla cultura e all’organizzazione dello stile di vita monastico che permetteva di brassare delle birre qualitativamente superiori.

I monaci si sono sempre dedicati ad attività volte a ricavare mezzi di sostentamento: oltre ai lavori di artigianato e alla coltivazione degli orti, si sono sempre dimostrati esperti nella distillazione di liquori e nella produzione della birra.

Ale
Le Ale prodotte dai monaci , dette Church ales, furono molto apprezzate.

L’attività dei birrifici monastici fu però bruscamente interrotta da Enrico VIII, che nel 1536 fece chiudere tutti i complessi cattolici.

Col passare degli anni, inoltre, la produzione casalinga si estinse.

Poterono, invece, continuare la loro attività i numerosi piccoli birrifici inglesi, i quali cominciarono a crescere grazie alla richiesta di birra sempre maggiore, ereditando anche i clienti dei monasteri costretti a chiudere.

La Guerra fra Ale and Beer

La disputa fra i termini “Ale” e “Beer” inizia dal del XV secolo circa, quando dei gruppi di immigrati fiamminghi per produrre la birra, come a casa loro, iniziarono ad importare il luppolo, iniziò così la scoperta e la diffusione in Inghilterra delle birre amaricate.

A causa del propagarsi di birre luppolate, chiamate Bier dai Fiamminghi, iniziarono dei contrasti che durarono secoli: l’uso del luppolo venne fortemente contrastato dai produttori delle Ale, tramite diversi tentativi di far varare nuove leggi che ne proibissero l’utilizzo.

Ale
Un esempio moderno di birra prodotta col Gruit

Per i consumatori, invece, la disputa era ad un livello più popolare, basandosi su quale fosse la miglior birra: le Ale prodotte con il Gruit o le Bier amaricate con il luppolo?

La questione, molto sentita da parte dei bevitori inglesi, portava a discussioni accese in ogni taverna, le quali si protraevano a colpi di boccali fino a quando tutti crollavano sul tavolo ubriachi.

Malgrado l’agguerrita resistenza degli inglesi, le birre luppolate continuarono a crescere e a trovare sempre più estimatori.

Di fatto, le birre prodotte con il luppolo erano più stabili, grazie alla sua qualità di conservante, e il loro gusto era più distintivo e costante rispetto alle Ale, le quali cambiano il loro sapore in base al mix di erbe di cui era composto il Gruit.

L’utilizzo sempre maggiore di luppolo nella produzione é comprovato dal fatto che all’inzio del 1600 possiamo già trovare le prime coltivazioni dedicate in Inghilterra, fino ad arrivare ai giorni nostri, in cui vi è un’ottima qualità di luppolo, specialmente nell’area del Kent.

Attenti al Luppolo!

All’inizio del 1700 la luppolata Bier aveva conquistato ormai Londra ed era prodotta prevalentemente da birrai di origine fiamminga, mentre i brewmasters di campagna continuavano a ricavare le Ale utilizzando il gruit, secondo tradizione.

Inizia così una lenta fase di declino dei birrifici locali, anche se la Ale continua a essere considerata l’unica e vera birra per gli inglesi.

Nel corso di questo secolo cominciano a nascere i primi grandi birrifici di tipo industriale, i quali non poterono ignorare le doti di conservazione del luppolo, che permetteva loro stoccare grandi quantitativi di birra all’interno dei magazzini.

La produzione si divide quindi su due fronti: le Ale, con percentuali minime di luppolo, per il mercato tradizionale e le Bier per il commercio emergente.

Le Ale, nonostante l’aggiunta di luppolo, continuano ad essere considerate le birre della tradizione e vengono proposte in diverse varianti, ogni regione aveva la sua preferita.

Verso la fine del secolo le Ale inglesi trovano un loro sbocco nell’export: in particolare la IPA ha un ruolo fondamentale nel commercio estero.

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Burton on Trent – Dipinto del XIX Secolo

Nel frattempo la produzione di una nuova variante andava diffondendosi: in particolare nell’area di Burton on Trent alcuni birrifici producevano le Pale Ale, birre poco luppolate e di colore ambrato, poco più chiare rispetto alle vecchie Ale della tradizione.

Dalle Pale Ale alle Derivazioni Moderne

Le Pale Ales riscontrarono subito un grande successo e divennero la birra più popolare in Inghilterra.

A seguire nacquero delle nuove versioni, fra le quali si distinsero la Mild Ale e la Bitter Ale che prendevano il loro nome dai sapori caratteristici: morbido e delicato per la Mild, secco e amaro per la Bitter.

I termini Pale Ale e Bitter Ale sono tuttora quelli più utilizzati dagli inglesi per le birre autoctone, anche se prodotte solo o parzialmente con il luppolo.

Arrivano le Lager e cambia la Fermentazione

Malgrado la tradizione britannica continuasse a essere radicata sulla produzione di birre ad alta fermentazione, l’arrivo delle Lager, sopratutto dalla Germania, obbligò i birrifici britannici a prendere in considerazione il processo a bassa fermentazione.

I primi tentativi di bassa fermentazione risalgono alla fine del1800, ma la vera invasione di Lager e Pils arrivò nel XX secolo, a partire dal ’68, quando con la nascita dei rivoluzionari movimenti giovanili ci fu un forte mutamento nello stile di vita inglese.

Partendo da Londra, le Lager si installarono nei pub inglesi e negli scaffali dei supermarket.

Per i giovani inglesi le Ales rappresentavano la birra bevuta dalle vecchie generazioni mentre le Lager erano il presente, un modo per sentirsi cittadini del mondo.

Questa evoluzione ha influito ovviamente sulla produzione dei grandi gruppi birrari inglesi, che si sono dovuti adattare diventando anche grandi produttori di birre Lager, analoghe a quelle tedesche.

Il temine generico per queste birre divenne Beer e sono le bisnipoti delle antiche Bier.

La Ale alla conquista gli USA, ma non solo….

Dopo secoli di “guerra civile birraria”, le Ales inglesi cedettero ampi spazi alle Beers, tuttavia si sono prese la loro rivincita nel resto del mondo in cui é stato esportato anche il tipico locale inglese: il Pub.

Questa espansione internazionale ha conquistato tutti: sia i paesi legati al Regno Unito, come Australia e Canada, sia altri più indipendenti come gli Stati Uniti, in cui sono nate e sono tuttora di gran moda le American Ale.

Nel corso degli anni ’80 avevo spesso occasione di visitare i pub inglesi, accompagnato dai manager delle aziende che iniziavano a vendere le loro birre in Italia.

Rimasi molto colpito dal fatto che i publican cominciavano a servire le Ale quasi gelate come si spillano, normalmente, Lager e Pils; mentre, quest’ultime, venivano presentate senza un minimo di schiuma come le inglesi tradizionali.

ale
Oggi le modalità di servizio sono mutate nuovamente: le Ale vengono servite come le Lager, gelate, ma con un cappello di schiuma.

Se volete bere una Ale originale o magari una Cask Ale dovete cercare fuori dal giro turistico e recarvi un qualche pub defilato o meglio ancora in campagna, dove c’è tuttora un forte legame con la tradizione.

Qual è la Ale migliore?

chi siamo

Non nascondo che il mio feeling con le Ale inglesi non è stato immediato.

C’è voluto un po’ di tempo, poiché abituato alle birre del continente le trovavo troppo leggere, facevo fatica ad accettare la mancanza di schiuma ed erano perciò piuttosto lontane dalle mie aspettative.

Una volta preso confidenza però, ho cominciato veramente ad apprezzarle.

Il mio criterio di scelta quando viaggio è quello di ricercare birre locali che non ho la possibilità di assaggiare in Italia: certo fino a qualche anno fa, quando i beer shop non erano così diffusi, mi risultava più difficile trovare certe specialità…

Un suggerimento che vi posso dare è di provare la Old Ale: una birra dell’antica tradizione che viene invecchiata per alcuni mesi in botte; il gusto è delicatamente dolce con una punta di acidulo a causa dei lieviti, il colore è scuro e il corpo è medio.

old ale
È una birra di carattere, con una gradazione alcolica che varia da 5,5% fino ai 9% gradi, da assaporare con calma e più adatta al periodo invernale.

Se invece desiderate qualcosa di più easy, allora bevete una Best Bitter: una variante della Pale Ale dal grado alcolico tra i 3,8% e i 4,6%, va giù che è un piacere grazie al gusto delicatamente amaro e al corpo leggero, di colore ambrato tendente al rossiccio, viene servita alla spina, a temperatura di cantina, con poca schiuma.

Dammi una birra!

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